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Ue: Commissione propone nuovo quadro per controllo investimenti esteri

ROMA (MF-DJ)--La Commissione europea ha presentato oggi alcune proposte per la creazione di un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione. In parallelo avviera' un'analisi dettagliata dei flussi di investimenti esteri diretti nella Ue e istituira' con gli Stati membri un gruppo di coordinamento finalizzato a individuare problematiche e soluzioni strategiche comuni nel settore. "Il regime della Ue in materia di investimenti e' e rimarra' uno dei piu' aperti al mondo - ha dichiarato il vice presidente della Commissione Jyrki Katainen - Gli investimenti esteri diretti sono un'importante fonte di crescita, occupazione e innovazione. Non possiamo tuttavia chiudere gli occhi di fronte al fatto che le acquisizioni estere possono in alcuni casi nuocere ai nostri interessi". Cecilia Malmstr m, Commissaria Ue per il commercio, ha sottoolineato che "l'obiettivo delle nostre proposte e' mantenere un'Unione aperta agli investimenti esteri, con un quadro non discriminatorio, trasparente e prevedibile. Il quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti ci permettera' di rispondere in maniera collettiva e di difendere gli interessi strategici europei quando sono a rischio". La Ue dispone di uno dei regimi piu' aperti al mondo in materia di investimenti l'apertura agli investimenti esteri e' sancita nei trattati. In alcuni casi gli investitori esteri potrebbero tuttavia cercare di acquisire attivita' strategiche che permetterebbero loro di controllare o influenzare imprese europee le cui attivita' sono cruciali per la nostra sicurezza e l'ordine pubblico. Tra queste vi sono attivita' connesse al funzionamento o alla fornitura di tecnologie, infrastrutture e fattori produttivi cruciali o informazioni sensibili. Le acquisizioni in tali settori strategici da parte di societa' di proprieta' o soggette al controllo di paesi terzi potrebbero consentire a detti paesi di sfruttare le attivita' a scapito non solo del primato tecnologico ma anche della sicurezza e dell'ordine pubblico della Ue. La Commissione propone un nuovo quadro giuridico che consente all'Europa di proteggere i suoi interessi fondamentali e che comprende: un quadro europeo che consenta agli Stati membri di controllare gli investimenti esteri diretti per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, un meccanismo di cooperazione tra Stati membri e Commissione che puo' essere attivato qualora uno specifico investimento estero in uno o piu' Stati membri possa mettere a rischio la sicurezza o l'ordine pubblico di altri Stati membri, il controllo della Commissione europea per motivi di sicurezza o di ordine pubblico nei casi in cui gli investimenti esteri diretti negli Stati membri possano incidere su progetti o programmi di interesse per l'Unione, quali i progetti e i programmi nei settori della ricerca (Orizzonte 2020), dello spazio (Galileo), dei trasporti (reti transeuropee dei trasporti, TEN-T), dell'energia (TEN-E) e delle telecomunicazioni. Il nuovo quadro per il controllo degli investimenti a livello Ue garantira' agli investitori e ai Governi nazionali trasparenza e prevedibilita'. Si ispirera' ai meccanismi di riesame nazionali gia' in vigore in 12 Stati membri e non incidera' sulla capacita' dei Paesi della Ue di adottare eventuali altri meccanismi o di non istituirne a livello nazionale. Quando si trattera' di prendere decisioni sugli investimenti esteri diretti, il quadro europeo manterra' la necessaria flessibilita' a livello nazionale. L'ultima parola sui controlli degli investimenti spettera' agli Stati membri. La proposta di regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti nella Ue richiede l'approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri della Ue in seno al Consiglio (procedura legislativa ordinaria). Per non perdere tempo, la Commissione europea propone pertanto di procedere da subito in parallelo con due misure supplementari. In primo luogo la Commissione istituira' un gruppo di coordinamento in materia di investimenti esteri diretti in entrata, che si occupera' di tutte le questioni che rientrano nell'ambito del regolamento proposto, ma che rappresentera' anche uno spazio per dibattiti di carattere piu' ampio. Le sue competenze generali comprenderanno l'individuazione dei settori e delle attivita' aventi implicazioni strategiche per la sicurezza, l'ordine pubblico o il controllo delle attivita' critiche a livello nazionale, transfrontaliero o europeo; sara' presieduto dalla Commissione e composto da rappresentanti di tutti gli Stati membri. Il gruppo si scambiera' informazioni, migliori pratiche e analisi sugli investimenti esteri diretti e discutera' questioni di interesse comune, quali i sussidi e altre pratiche usate dai paesi terzi per agevolare le acquisizioni strategiche. In secondo luogo, entro la fine del 2018 la Commissione effettuera' un'approfondita analisi dei flussi di investimenti esteri diretti nella Ue, concentrandosi su quelli che riguardano settori strategici (come l'energia, lo spazio, i trasporti) e attivita' strategiche (tecnologie fondamentali, infrastrutture critiche, dati sensibili) il cui controllo potrebbe destare preoccupazioni per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. L'analisi riguardera' in particolare i casi di investitori di proprieta' o controllati da un paese terzo o che beneficiano di importanti sussidi statali. In cooperazione con gli Stati membri, la Commissione raccogliera' dati dettagliati, analizzera' le tendenze e valutera' l'impatto degli investimenti, anche attraverso studi di casi. com/rov (fine) MF-DJ NEWS 12:19 14 set 2017

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